A proposito di questa immagine: 1139c9675a8 Mi sono perduto nello sguardo di un anziano triste (L'ultimo gelsomino d'estate)
Il mattino era leggero quel giorno .
Ricordo che l’aria brillava di una strana eco : nel blu del cielo sentivo la fine dell’estate . Era il tipico “mattino fresco” , uno di quei primi mattini freschi , quando sei a metà tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno . Il cielo è azzurro come quello dell’estate , ma l’aria è fresca e frizzante . Uno strano connubio di sensazioni , di pensieri che volano come le farfalle tra i fiori , come le rondini che ormai se ne vanno verso luoghi caldi , dove trovare riparo al gelo .
L’aria era frizzante : la notte prima era piovuto , ma ora quel cielo era libero , leggero , fresco , e qualche pozzanghera rimaneva a terra .
Era inusuale per me , ma mi svegliai presto e cominciai a fare un giro per le vie della città : le vetrine , gli ultimi scorci di un estate ormai volata via , e quella strana voglia di tenerezza , di coccole e d’amore , che da sempre ha pervaso il mio tempo .
Eravamo lì , io e i miei pensieri , camminando lungo il marciapiede , quando d’un tratto mi giunse una frase : “per favore , mi aiuti …”
Mi voltai di scatto : lungo il ciglio del marciapiede di fronte c’era un vecchietto m tutto tremante , che implorava un aiuto .
Ma l’indifferenza degli uomini non guarda in faccia nemmeno chi soffre , e così , chi passava , non appena sentiva rivolgersi la parola , subito distoglieva lo sguardo , sordo ad ogni parola di quell’uomo sofferente . Lo ignoravano .
Lo guardai in viso : mi persi nei suoi occhi lucidi di malinconia , nelle rughe che solcavano il suo viso e le sue mani che tremavano .
Attraversai la strada : lo accolsi . Lo presi per il braccio . Voleva soltanto essere portato alla fermata successiva , distante pochi passi da lì , ma da solo non riusciva .
Cominciammo a camminare , lungo una strada costeggiata dai gelsomini . Ormai erano spenti : i cespugli erano ormai ingialliti , e soltanto qualche fiorellino sopravviveva ancora . Ma non capivo : nell’aria s’inebriava l’odore dolce dei gelsomini appena spuntati .
Il vecchio uomo mi prese la mano e mi disse : “guarda : questo è l’ultimo gelsomino d’estate . Nessuno lo raccoglie più , eppure è quello che ha più doti , è quello che profuma di più . Voglio dirti una cosa , ragazzo . gli uomini sono strani . Cercano lontano quel che hanno sempre avuto tra le mani . Come quei gelsomini . Se solo si guardasse con gli occhi del cuore capiremmo che anche quel gelsomino ormai ingiallito , che anche un amore ormai appassito , se solo lo vogliamo , se solo ce ne prendiamo cura , può tornare a vivere e darci ancora tanto”
Nelle sue frasi si specchiavano , come in un ruscello , i miei sentimenti , e tutto quell’amore che ancora adesso mi manca . Sentivo la dolcezza e la tenerezza dentro me , e ho sentito sul viso il sapore delle lacrime , di lacrime nate dal cuore , di un sentimento dolce .
Quell’uomo mi aveva insegnato che basta poco per far rifiorire un fiore , un sentimento ormai appassito dal tempo e dalla rabbia .
Lo salutai : l’autobus è arrivato . Lo aiutai a salire . Prima che le porte dell’autobus si chiudessero , mi disse : “il Signore paghi la tua gentilezza” . L’autobus sparì all’orizzonte .

Il primo raggio di sole del mattino filtra dalla finestra . Mi sveglio . E’ l’alba di un nuovo giorno .